Sezione Salute & Benessere

 

Responsabile: Maria Emilia De Leo

 


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PROBIOTICI E PREBIOTICI: SAI COSA SONO?

Il termine probiotici fu usato  per la prima volta nel 1965 da Lilly e Stillwell: contrariamente agli antibiotici, i probiotici vennero definiti come fattori  derivati da microbi che stimolano la crescita di altri organismi che determinano un vantaggio per l’intestino e, quindi,  per l’intero organismo..

Oggi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità li definisce: “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”.

I  probiotici sono  microrganismi  che agiscono sulla flora intestinale al fine di migliorare il nostro benessere. Vari tipi di integratori (contenenti uno o più probiotici vivi) sono ormai sempre presenti negli scaffali di farmacie, supermercati e negozi specializzati.

Sono stati dimostrati numerosi effetti benefici dei probiotici, tra i più importanti troviamo:

  • resistenza ai patogeni intestinali
  • produzione di inibitori dell’ Helicobacter pylori
  • riduzione del colesterolo
  • attività anticancerogena
  • modulazione della microflora intestinale
  • modulazione del sistema immune

 

I meccanismi di azione dei  probiotici  riguardano innanzitutto il benessere dell’apparato gastrointestinale.

L’intestino, svolge importanti funzioni digestive, promuove l'assorbimento e partecipa con reni, pelle e polmoni ai processi di eliminazione; costituisce  il maggiore  sistema di difesa del nostro corpo,  comprende un suo sistema immunitario, la mucosa intestinale e la microflora batterica. La superficie dell'intestino è 100 volte superiore a quella della pelle e rappresenta, quindi, quella parte di noi che ha maggior contatto col mondo esterno (ben 300 metri quadri di superficie).

 

Attività immuno-modulanti ed anti-infettive dei probiotici nell’intestino

Un mal funzionamento dell'intestino può portare ad una DISBIOSI intestinale, come una DISBIOSI intestinale può portare a un mal funzionamento dell'intestino.

Si definisce DISBIOSI una  modificazione degli  enzimi e della flora batterica autoctona intestinale

Si definisce EUBIOSI il giusto equilibrio  tra i batteri presenti nell'intestino, indispensabile per una  corretta funzione intestinale.

Tra le cause di  disbiosi (e quindi di mal funzionamento dell’intestino) troviamo:

  • Alimentazione errata con uso eccessivo  di cereali e  zuccheri raffinati; limitata assunzione di fibra,  di cibi integrali di frutta e verdura; uso quotidiano di alimenti non perfettamente conservati o contaminati da insetticidi, pesticidi, metalli pesanti, cloro, radioattività, capaci di determinare danni al sistema immunitario poiché, pur se di lieve intensità, risultano ripetuti nel tempo;
  • Eccessivo uso di farmaci come antibiotici, cortisonici, anti-infiammatori, pillola, lassativi, ansiolitici, antidepressivi, ecc.;
  • Presenza di tossine esogene derivate da sostanze chimiche: polifosfati, formaldeide, nell’ambiente di lavoro, nell’abitazione  o da metalli pesanti presenti nelle acque o nelle amalgame dentarie;
  • Presenza di tossine endogene di natura infettiva come quelle prodotte da patologie come tifo, paratifo, mononucleosi, citomegalovirus, rotavirus, micosi intestinali, parassitosi intestinali.

 

Le azioni svolte dalla della flora intestinale sono essenzialmente di doppia natura:

  1. 1.     nutritiva - concorrendo alla produzione di enzimi e vitamine e  degradazione di sostanze tossiche;
  2. 2.     immunitaria - localizzandosi nella mucosa intestinale, riescono a fermare  l’azione patogena di microrganismi nocivi e sostanze responsabili di allergie.

 

La mancanza di un corretto equilibrio di batteri nell’intestino viene associata ad un certo numero di malattie tra le quali:  sindrome del colon irritabile, infiammazione dell’intestino, cancro del colon e malattie infiammatorie croniche intestinali.

I batteri presenti nel nostro intestino fermentano il materiale indigerito; a causa di tale fenomeno,  la flora batterica produce degli acidi grassi a catena corta; queste molecole sono molto importanti per il nostro benessere, poiché rappresentano una fonte energetica per le cellule epiteliali dell'intestino.

L’insieme della multiforme flora batterica, delle cellule intestinali e del sistema immunitario locale costituisce un vero e proprio ecosistema biologico il cui equilibrio è oggi ritenuto di importanza fondamentale per il benessere dell’organismo.

Attenzione, però, al ceppo giusto.

A seconda del disturbo con cui si ha a che fare, un probiotico può essere più adatto rispetto ad un altro:

  • il Bifidobacterium riequilabra la microflora intestinale e combatte la diarrea.
  • il Lactobacillus acidophulos è un immunostimolante e combatte  i batteri che provocano la cistite;
  • il Lactobacilus casei è ideale in caso di diarrea e per i bambini;
  • il Lactobacillus johnsoni LA1 aiuta a stimolare il sistema di difesa dell’intestino e il sistema immunitario;
  • il Lactobacillus rhamnosus LGG aiuta a prevenire a ridurre le infezioni da rotavirus che provocano dissenteria.

I probiotici dovrebbero essere assunti  per tre-quattro settimane consecutive, specie se si sono effettuate terapia antibiotiche, che alterano la normale flora batterica intestinale.

 

PREBIOTICI

I prebiotici, invece, non contengono fermenti vivi, ma delle sostanze, come fibre e zuccheri, che nutrono i microrganismi probiotici e ne stimolano lo sviluppo e la crescita.

Il termine prebiotico fu usato per la prima nel 1995 da Gibson e Roberfroid che li definirono come “sostanze non digeribili che stimolando la crescita e/o l’attività di uno o più batteri nel colon esercitando effetti benefici per la salute”.

Queste sostanze sono in realtà carboidrati non digeribili che hanno però la capacità di promuovere la crescita dei probiotici oltre alla  produzione di acidi grassi a catena corta a livello del colon. Attualmente vengono riconosciuti come prebiotici l’inulina, i galatto-oligosaccaridi (GOS), i frutto-oligosaccaridi (FOS), lattulosio, lattitolo) il sorbitolo, lo xilitolo e le pectine.

L'inulina è un oligosaccaride, una fibra solubile composta da lunghe catene di fruttosio. Quella proveniente  da cicoria e l’oligofruttosio aumentano l’assorbimento intestinale del calcio e riducono il turnover osseo aumentando il contenuto minerale di calcio e la densità minerale dell’osso.

Somministrare prebiotici insieme a probiotici significa fornire  contemporaneamente anche il substrato ottimale per aumentare la possibilità che i secondi  sopravvivano e possano svolgere bene anche  la loro funzione.

I prebiotici sono fondamentalmente fibre alimentari solubili che si trovano nella frutta e nella verdura: asparagi, carote, carciofi, radici della cicoria, patate, barbabietole, pomodori, soia, yogurt, avena, aglio e banane.

Le più importanti sono i cosiddetti fructani o frutto-oligo-saccaridi (FOS) comprendenti l’inulina, una fibra di origine vegetale che viene estratta dalla radice della cicoria, e il guar idrolizzato, fibra ottenuta per idrolisi enzimatica e successiva purificazione dei semi di guar, una pianta della famiglia delle Leguminose.

L'apporto giornaliero consigliato  di inulina con la dieta  è tra i 3 ed i 10 grammi. Dal momento che questo oligosaccaride si trova soprattutto nelle verdure (cicoria, carciofo, cipolla, aglio, topinambur, ecc)  la dieta dei vegetariani riesce a fornire  quantitativi tali da rendere inutile il ricorso alla supplementazione dietetica, consigliata, invece, per chi non raggiunge il suddetto apporto giornaliero.  L’effetto principale dei prebiotici è, quindi, quello di stimolare lo sviluppo della flora batterica intestinale positiva e  di aiutare,  selettivamente,  la composizione della flora, impedendo che alcuni germi possano prendere il sopravvento su altri.

E’ importante, prima di usare integratori o ad alimenti fortificati con probiotici, cercare di seguire alcune regole alimentari atte a  normalizzare la flora batterica ed il benessere in generale: una dieta ricca di fibre, frutta e verdura di stagione,  alimenti integrali, evitando carboidrati raffinati  ed abuso di farmaci.

 

Dott.ssa Emilia De Leo